Mister G, continua

Continua da Mister G

E ora arriviamo al famoso Mister G: esiste o non esiste? ESISTE. Se quello clitorideo è un inebriante tuffo dallo scoglio alto nel mare cristallino e quello vaginale un esaltante salto con il paracadute, l’orgasmo G, per me, è stato una disintegrazione nell’iperspazio.

La prima volta è stato estremamente imbarazzante perché esce non so quanto liquido simile ad acqua calda, per nulla vischioso, che inzuppa compagno e materasso, come una secchiata calda. Ma, santo cielo, che viaggio. 

L’orgasmo vaginale, in me, è in genere scatenato da quello clitorideo. Rarissimamente mi è successo di arrivarci senza lo sfregamento. Dovevo essere talmente eccitata e presa, da avere la testa completamente vuota e occupata dal piacere. E sappiamo quanto ci metta una donna a svuotare la mente e lasciarsi andare completamente. Raggiunto quindi quello vaginale, sarà possibile arrivare a Mister G.

Ma, attenzione,l‘altra caratteristica del mio Mister G è che arriva di sorpresa. L’orgasmo clitorideo e vaginale hanno un crescendo progressivo che mi porta su-su-su e, al suo apice, mi scaraventa giù girando vorticosamente. Con Mister G mi è successo di arrivare all’apice di quello vaginale e, a quel punto,  BUM!: il bottone G è stato schiacciato è l’esplosione iperurania innescata.

Che scrivano quello che vogliono, fior fiore di scienziati, se l’ho provato, l’ho provato.

Detto questo, le condizioni perché Mister G si faccia vedere per me sono 3, anzi 4:

  • non sono MAI arrivata all’orgasmo G senza essere completamente presa dal partner;

  • non sono mai arrivata all’orgasmo G senza essere completamente persa nel momento;

  • e, infine: è successo solamente quando sentivo di essere amata e desiderata quanto amavo e desideravo io, ovvero, non più di 10 volte in 20 anni. La sicurezza dell’affetto e desiderio reciproco mi ha dato leggerezza mentale e fiducia e quindi mi sono lasciata andare, completamente, follemente.

  • C’è anche un elemento tecnico: delle 10 volte, 9 io ero sopra di lui.

Anche il piacere che provo con l’orgasmo vaginale per me è direttamente proporzionale a quanto mi fido e affido al compagno. Ultimamente ho provato a fare solo sesso, senza essere coinvolta emotivamente, ed è stato triste: mi sono sentita svuotata piuttosto che riempita.

Quindi contesto Isabel Allende quando scrivePer le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto G” è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo.”

Io credo invece stia nel cuore.

Lascia un commento