Continua da: Perdonati
Dobbiamo amare attivamente il piacere sano, quello che ci fa bene, che è parte della vita: il piacere va amato, va ringraziato perché è una fortuna, santo cielo. E dobbiamo imparare a concedercelo sfacciatamente. Anche perché nel tempo ci carichiamo di frustrazioni e le rinfacciamo, violentemente e inutilmente, tutte in una volta. Impariamo a prevenire?
Qualche anno fa l’UNHCR -Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati- ha fatto una campagna di sensibilizzazione sulle condizioni di vita nei campi profughi usando questa frase “We love your routine”. Poche parole, secondo me significative. Ok, è pesantissimo stare in coda ogni mattina, lo so. MA sei seduto, al caldo se è inverno, al fresco se è estate, i sedili sono morbidi, se hai fame o sete non è difficile portare con te bibita e snack, e HAI LA RADIO: canta! E prova a godertela inaspettatamente. In linea di massima, non hai il diritto di essere infelice.
Il piacere è semplice se lo vuoi. E abbiamo il dovere di darcelo, di darne, di cercarlo e apprezzarlo quando c’è. I sensi di colpa fittizi ci sono stati instillati per tenerci buoni, a cuccia, remissivi davanti alla morale comune.
La lussuria, ad esempio, è una cosa, il diritto all’orgasmo è un’altra.
Perdonati se non sei soddisfatta della tua vita sessuale e agisci affinché la situazione cambi. No! Non dico di tradirlo! Prima dagli qualche dritta, poi, se proprio è de coccio, ipotizza di lasciarlo. Ma non credo sarà necessario. Se c’è sostanza nel rapporto, non può non capire e sbattersi per renderti felice a letto. È un tuo diritto, sti cazzi.
Un’altra cosetta: perdonarsi porta a braccetto il perdonare gli altri, ovviamente. Soprattutto se sono cose vecchie, delle vere e proprie zavorre inutili. Passare anni a rimuginare su torti subiti rende il torto ancora attivo e quindi nocivo: guardalo, salutalo e buttalo via. Magari facendo un bel sorriso.
L’unico limite all’edonismo, per come la penso oggi, è la solita morale kantiana: finché non danneggia gli altri, vai e goditela.
Ripeti con me “ sti cazzi, sti cazzi,sti cazzi…”