Mister G esiste, e io ne ho le prove.

Quale uomo accetterebbe serenamente di concludere un rapporto sessuale senza aver goduto? Vorrei dire nessuno, ma, essendo un’ottimista, direi 1 su 10. Quante donne hanno rapporti sessuali senza orgasmo? Tantissime. Troppe. Vorrei dire 9 su 10, ma, per il solito ottimismo, dico 6 su 10.

E, delle 4 rimanenti, scommetterei che almeno 3 sono arrivate solo all’orgasmo clitorideo. Adorabile, ma basic.

Ora, mi/ti chiedo: come possiamo noi donne realizzarci nella vita, nella maschia giungla quotidiana, se non riusciamo a farci valere in un tête à tête? E come possiamo esigere un orgasmo da un uomo se prima non abbiamo imparato a darcelo da sole? E, infine, come possiamo darci un orgasmo se non sappiamo bene di cosa stiamo parlando?

Non ho letto manuali, ho provato, ma li ho trovati noiosi. Quindi parlo solo per esperienza personale, contestabilissima.

Nella mia esperienza, ci sono 3 orgasmi: clitorideo, vaginale, punto G. Niente di nuovo. Ma a quanto ho capito, per molte donne gli ultimi due sono quasi sconosciuti.

Il clitoride è un dono. L’ho scoperto coscientemente verso i 14 anni ed è una vita che mi delizia. Adoro l’orgasmo con il getto della doccia. Sì. Lo dico. Dovrei vergognarmi? Sì, un po’ mi imbarazza. Ma voglio che ci ricordiamo di quale meraviglioso compagno di piacere abbiamo a portata di mano e mi espongo al pubblico ludibrio.

E vorrei anche fare una richiesta: esigi, E S I G I!, che l’uomo abbia reale idea di come è fatto un clitoride, dove si trova e come a TE piace sia eccitato. Non è possibile sopportare che uno ci metta mano o bocca andando a caso, non esiste.

Bisogna essere sincere e delicate ma determinate. Senza offendere la sua grande esperienza di amatore, gli va fatto presente che, con un pizzico di umiltà, può renderti molto più soddisfatta a letto. Superato l’imbarazzo iniziale, la complicità aumenta e di conseguenza l’intimità di coppia.

E ora arriviamo al famoso Mister G: esiste o non esiste? ESISTE. Se quello clitorideo è un inebriante tuffo dallo scoglio alto nel mare cristallino e quello vaginale un esaltante salto con il paracadute, l’orgasmo G, per me, è stato una disintegrazione nell’iperspazio.

La prima volta è stato estremamente imbarazzante perché esce non so quanto liquido simile ad acqua calda, per nulla vischioso, che inzuppa compagno e materasso, come una secchiata calda. Ma, santo cielo, che viaggio. 

L’orgasmo vaginale, in me, è in genere scatenato da quello clitorideo. Rarissimamente mi è successo di arrivarci senza lo sfregamento. Dovevo essere talmente eccitata e presa, da avere la testa completamente vuota e occupata dal piacere. E sappiamo quanto ci metta una donna a svuotare la mente e lasciarsi andare completamente. Raggiunto quindi quello vaginale, sarà possibile arrivare a Mister G.

Ma, attenzione, l‘altra caratteristica del mio Mister G è che arriva di sorpresa. L’orgasmo clitorideo e vaginale hanno un crescendo progressivo che mi porta su-su-su e, al suo apice, mi scaraventa giù girando vorticosamente. Con Mister G mi è successo di arrivare all’apice di quello vaginale e, a quel punto,  BUM!: il bottone G è stato schiacciato è l’esplosione iperurania innescata.

Che scrivano quello che vogliono, fior fiore di scienziati, se l’ho provato, l’ho provato.

Detto questo, le condizioni perché Mister G si faccia vedere per me sono 3, anzi 4:

  • non sono MAI arrivata all’orgasmo G senza essere completamente presa emotivamente dal partner;

  • non sono mai arrivata all’orgasmo G senza essere completamente persa nel momento;

  • e, infine: è successo solamente quando sentivo di essere amata e desiderata quanto amavo e desideravo io, ovvero, non più di 10 volte in 20 anni. La sicurezza dell’affetto e desiderio reciproco mi ha dato leggerezza mentale e fiducia e quindi mi sono lasciata andare, completamente, follemente.

  • C’è anche un elemento tecnico: delle 10 volte, 9 io ero sopra di lui.

Anche il piacere che provo con l’orgasmo vaginale per me è direttamente proporzionale a quanto mi fido e affido al compagno. Ultimamente ho provato a fare solo sesso, senza essere coinvolta emotivamente, ed è stato triste: mi sono sentita svuotata piuttosto che riempita.

Quindi contesto Isabel Allende quando scrivePer le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto G” è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo.”

Io credo invece stia nel cuore.

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